4 Novembre

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MARIOCAPALBO
00domenica 26 ottobre 2014 16:04
Con la carità si onora Dio


Preghiera

Sanami, Signore, non per i miei meriti, ma per la tua misericordia. (En. in Ps. 6, 5)

Lettura

Con la carità si onora Dio

E’ questa la libertà piena e perfetta dono del Signore Gesù che ha detto: Se il Figlio vi libererà, allora sarete veramente liberi. Ma quando sarà veramente piena e perfetta? Quando non ci saranno più nemici, quando sarà distrutta l’ultima nemica che è la morte. Bisogna infatti che questo corpo corruttibile rivesta l’incorruttibilità, che questo corpo mortale rivesta l’immortalità; ma quando questo corpo mortale si sarà rivestito dell’immortalità, allora si compirà quella parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? (1Cor 15, 26; 53-55). Che significa: morte, dov’è la tua vittoria? Che quando dominava la carne del peccato, la carne aveva desideri contrari allo spirito e lo spirito desideri contrari alla carne. Morte, dov’è la tua vittoria?Ormai vivremo, non dovremo più morire, grazie a colui che per noi è morto ed è risorto affinché coloro che vivono - dice l’Apostolo - non vivano più per se stessi, ma per colui che morì e risuscitò per essi (2Cor 5, 15). Chiamiamo il medico, noi che siamo feriti, e facciamoci portare all’albergo per essere curati. Chi assicura la guarigione è colui che ebbe misericordia di quell’uomo che i briganti abbandonarono sulla strada mezzo morto: ne curò le ferite versandovi sopra olio e vino, se lo mise sulla cavalcatura, lo portò all’albergo e lo raccomandò all’albergatore. A quale albergatore? Penso a colui che disse: Noi siamo gli ambasciatori di Cristo(2Cor 5, 20). Perché il ferito fosse curato, sborsò due denari (cf. Lc 10, 30-35); che credo siano i due precetti che racchiudono tutta la legge e i profeti(In Io. Ev. 41, 13)

Per la riflessione

Anche la Chiesa, o fratelli, è quaggiù un albergo per i viandanti, poiché in essa si ha cura di chi è ferito; ma è in alto l’eredità a lei destinata. (In Io. Ev. 41, 13)

Pensiero agostiniano

Oh, quant’è cattivo il libero arbitrio non aiutato da Dio! Cosa riesca il libero arbitrio a fare senza Dio, l’abbiamo toccato con mano. E in tanto siamo diventati miseri, in quanto abbiamo voluto esperimentare cosa valga a fare il libero arbitrio abbandonato da Dio. (Sermo 26, 3)


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